• Feb 8, 2026

La voce non va portata fuori...

  • Andrea Tosoni
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... va lasciata uscire

... la voce va lasciata uscire!

Te lo sarai sentito dire spesso, durante una generica lezione di canto: “Porta la voce fuori”.

È una frase comune, un’“imposizione” quasi automatica.
Ogni volta che la sento, sul web o nei racconti degli allievi sulle loro esperienze passate con insegnanti spesso “inconsapevoli”, mi vengono i brividi. Perché magari la voce esce, sì… ma a quale prezzo?

Oggi voglio proporti una visione diversa.
E voglio dirtela come se ci guardassimo negli occhi, come faccio nelle mie sessioni online:“La voce non va portata fuori.
La voce va lasciata uscire.Quando provi a “portarla fuori”, stai usando la spinta.
Quando la lasci uscire, stai usando il corpo. La differenza è enorme!”

Portare fuori significa spingere l’aria,
anticipare il suono, manipolarlo e cercare il risultato prima del processo.
È come voler far crescere una pianta tirandola verso l’alto.Lasciare uscire, invece, significa preparare il terreno e affidarsi a un naturale processo di crescita e fioritura.

Molti cantanti cercano da subito volume, potenza.
Ma il volume vero arriva solo in un secondo momento: quando il corpo smette di opporsi.
La proiezione non è una spinta in avanti,
è una conseguenza dell’equilibrio interno.

Ti faccio un esempio che porto spesso anche nei miei video sul Canale Youtube.
Pensa allo sbadiglio: il respiro scende, la gola si apre, il suono esce ampio e naturale.
Non stai “proiettando”. Stai permettendo.

Tecnicamente, cosa cambia?

Quando lasci uscire la voce:

  • il respiro entra da solo, senza essere preso

  • l’aria non viene spinta, ma accompagnata

  • la laringe non sale in difesa ma rimane fluttuante e comoda nella gola

  • la pancia esternamente sta ferma, non rientra (se non internamente)

Voglio darti due consigli su cui porre attenzione, dei piccoli accorgimenti pratici:
.
1) smetti di pensare al suono come qualcosa da “proiettare in avanti” (…si dice così sui social no? Va assai di moda). “Stai” nella sensazione di qualcosa che si espande.

2) la mandibola non deve aiutare la voce.
Se si muove per spingere, sta rubando lavoro al respiro.
Lasciala morbida, quasi passiva…
La voce non nasce lì… passa da lì!

Comincia a porti una domanda semplice ogni volta che fai i vocalizzi o canti:
Sto cercando di portare la voce fuori… o sto creando le condizioni perché esca, tenendola “dentro" con cura e amore?”

Quando scegli la seconda strada, sentirai succedere qualcosa di importante.

Cantare non è un atto di forza, non smetterò mai di ripeterlo.
È un atto di fiducia nel corpo che sa già cosa fare.Tu devi solo smettere di ostacolarlo.

Se vuoi smettere di spingere e iniziare a cantare davvero, ti invito a un incontro dal vivo il 21 febbraio a Padova:

per info e iscrizioni per Padova: https://forms.gle/w9Tv7QxNELf4PEgF6

A presto,
Andrea

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